(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) è costituito da una miriade di nanoparticelle d’oro che vengono assemblate in aggregati di dimensioni maggiori, chiamati supraparticelle, attraverso un film di idrofobina che le circonda, proprio come se fosse una bolla di sapone riempita di nanoparticelle. Grazie a queste caratteristiche, il nanovettore risulta quindi dotato di eccellente stabilità nei fluidi biologici e può incapsulare elevate quantità di farmaci nello spazio disponibile all’interno della bolla.
Ciò offre l’opportunità di unire le proprietà di materiali inorganici (nanoparticelle d’oro) con quelle di materiali (bio)organici fornendo un nanovettore ibrido e biocompatibile.
La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista della Società Chimica Americana ACS Nano da Francesca Baldelli Bombelli e Pierangelo Metrangolo del Laboratorio Interdipartimentale di Nanomedicina (NanoMedLab) del Politecnico di Milano ed è stata eseguita in collaborazione con l'Istituto Mario Negri, partner strategico del Politecnico.
L’efficacia del nuovo sistema di rilascio modificato di farmaci (drug delivery) è stata dimostrata utilizzando un farmaco antitumorale particolarmente efficace, ma anche tossico e di cui quindi va controllato il rilascio solo nella zona da trattare.

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06/09/2017 Arturo Bandini

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